Gin Ferdinando e Amaro 1904 affondano le loro radici nella tradizione familiare De Cinque e ripropongono antiche ricette di Ferdinando, parente dei produttori di Bad Spirits.
Ferdinando De Cinque, avvocato, deputato e letterato, nasce a Casoli nel 1876 da una rilevante famiglia di notai della zona.
Continui giochi e sperimentazioni hanno accompagnato la vita di Ferdinando, uomo poliedrico e dalla costante passione per lo studio, che non ha mai smesso di osservare la natura con meraviglia.
Nei primi anni del ‘900 inizia a mettere in pratica le sue conoscenze sulle botaniche, sperimentando nuove combinazioni e sapori.
Nel 1904 definisce la ricetta finale del suo amaro.
Decine sono i fogli scritti da Ferdinando alla ricerca del perfetto equilibrio per il suo amaro, tutti datati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del ventesimo secolo: annotazioni di idee, correzioni e prove su quali piante, erbe e fiori usare, i relativi dosaggi, i commenti sui vari risultati e la consapevolezza di poter migliorare.
Come per il suo gin, Ferdinando non rivelerà mai la formula del suo amaro.
La moderna etichetta richiama lo stile futurista in voga all’epoca, impreziosita da un effetto tattile che completa la degustazione coinvolgendo tutti i sensi.
Un amaro piacevole e profumato, risultato di delicati equilibri che lo rendono unico, complesso e armonico: dalle note agrumate dell’arancia a quelle speziate di cannella e chiodi di garofano, con un tocco di liquirizia e una nota fresca di menta.
Ma ciò che distingue il sapore di Amaro 1904 è la camomilla, un piccolo fiore in grado di dare profondità e aromaticità al liquore.
Amaro 1904 è un digestivo eccezionale, bevuto liscio con o senza ghiaccio, ma si presta perfettamente anche alla preparazione di cocktail.
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L’amaro è una bevanda spiritosa aromatizzata da piante ed erbe medicinali, le botaniche e i metodi di produzione che si usano sono numerosi e diversissimi tra loro e il suo volume alcolico minimo deve essere del 15%.
Nella cultura enogastronomica italiana, l’amaro è un prodotto diffuso indistintamente da nord a sud ed è considerato un digestivo da sorseggiare a fine pasto.
Nonostante l’esistenza di testimonianze ai tempi degli antichi Greci e Romani, i quali utilizzavano le botaniche in vino per curare svariate patologie, l’antenato dell’amaro per come lo conosciamo oggi risale al 1300.
Si narra che il medico catalano Arnaldo da Villanova, durante il primo giubileo mai istituito, curò i calcoli renali di Papa Bonifacio VIII con un infuso di erbe. Quella miscelazione di erbe e radici si può considerare il primo “amaro” medicinale della storia.
La ricetta venne trascritta nel libro di ricerche farmacologiche “De Aquis Medicinalibus” dallo stesso Villanova.
La notizia si diffuse velocemente e presto monasteri e abbazie contribuirono fortemente alla nascita di nuove ricette, sempre a scopo curativo.
Un cocktail dagli elementi semplici, ma che si amalgamano in un’esplosione di freschezza e danno vita ad una complessa sinfonia: Amaro 1904, vodka e spremuta d’arancia fresca.
Utilizzare un tumbler alto pieno di ghiaccio: al suo interno versare 90ml di spremuta di arancia fresca filtrata, 45ml di Amaro 1904 e 22ml di Vodka Classics Bad Spirits.
Concludere il cocktail aggiungendo seltz o acqua molto gasata, e mescolare.
Infine, guarnire con una fetta di arancia.